Memoria liturgica: 22 maggio

Nata a Barcellona nel 1783, a sedici anni fu chiesta in sposa da Teodoro De Mas. La perfetta affinità di queste due anime fece della loro casa un regno di concordia e di pace. La giornata cominciava per entrambi in chiesa e si chiudeva con la recita del rosario, cui si unì con l'andar degli anni, il coro argentino di ben 9 figli. Gioacchina amava con tutto il cuore le sue creature e per questo correggeva pazientemente i loro difetti, li incoraggiava nella pratica delle virtù e dava in ogni momento la lezione del suo esempio.

 

Sfinito dagli stenti nella guerra contro Napoleone, il marito Teodoro moriva nel 1816, quando Gioacchina contava 33 anni.

Fattisi grandi i figli, Gioacchina pensò di ritirarsi in un Ordine religioso di grande austerità, ma la volontà di Dio si manifestò attraverso la direzione di Stefano di Olot, cappuccino. Il 6 gennaio 1826 fece la professione religiosa di Carmelitana della Carità. Un mese dopo, con altre 9 giovani aspiranti diede inizio alla nuova vita. L'amore materno usato da Gioacchina nella formazione delle figlie spirituali divenne un fattore fondamentale del metodo educativo delle Carmelitane della Carità, dedite all'assistenza degli infermi e all'educazione dell'infanzia, soprattutto povera.

Ancora lei vivente, una fitta rete di case si era formata in tutta la Catalogna.

Innamorata del mistero Trinitario, da esso trasse le caratteristiche della sua spiritualità: preghiera, mortificazione, distacco, umiltà e carità.

Morì a Vich nel 1854 e fu canonizzata il 12 aprile 1959.

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